New York. Daria si trasferisce in un loft a Soho. E alla soglia dei cinquant'anni, è sola, ma ad accompagnarla ci sono i suoi sogni, una grande voglia di vivere, l'energia che conferisce la prospettiva di un nuovo inizio. Cambio di scenario: Tubac, una casa affacciata sul deserto dell'Arizona. Daria va a trovare l'anziana mamma e deve affrontare una notizia inaspettata. La madre ha un tumore, ma non vuole farsi operare e rifiuta le cure. E la cruda realtà contro la quale si infrangono i sogni di Daria: niente più New York, niente gallerie cui mostrare il suo lavoro di scultrice, accantonata la speranza di ricostruirsi una vita affettiva. In questo intenso romanzo in forma di diario e ispirato alla propria esperienza personale, Romina Power si confronta con la malattia e il dolore. Lo fa con grande delicatezza, con lievità addirittura, alternando diversi registri narrativi. Daria rivive il ricordo struggente di una madre che era stata bellissima e irraggiungibile, e che ora è devastata dal male; ne accetta senza falsi pudori l'inarrestabile decadimento fisico; infine trova la forza per astrarsi dalla drammaticità del presente grazie alla sua pratica spirituale e a una buona dose di ironia. La fine è ineluttabile, Daria lo sa, ma lo scorrere lento dei giorni la aiuta a riconciliarsi con il passato e dà un nuovo significato al loro rapporto. E quando si presenta la morte, è pronta ad accoglierla, quasi ricevesse un mazzo di rose.Sono un paragrafo. Clicca qui per aggiungere il tuo testo e modificami. Sono un posto ideale per raccontare una storia e condividerla con i tuoi utenti.

È il 1970 e Daria, diciottenne, saltella felice per casa mostrando a tutti l'anello regalatole da Roger, un giovane promettente dalla carriera bene avviata. Daria sogna l'amore e la sua famiglia - una classica famiglia upper class americana - corona quel sogno con una magnifica festa di fidanzamento. Ma, alla vigilia delle nozze, la vecchia e lungimirante nonna incoraggia Daria a essere più curiosa, a viaggiare e a interrogarsi prima di indirizzare la sua vita verso la scelta più scontata del matrimonio. Daria convince dunque il suo Roger a intraprendere un viaggio in India sul mitico Karma Express, lo sgangherato pullman che porterà i due giovani, tanto eleganti quanto impreparati, da Istanbul a Goa, attraversando paesaggi favolosi e condividendo con un gruppo di ragazzi decisamente alternativi una realtà molto lontana dal loro mondo di appartenenza. Il viaggio di Daria diventa un viaggio di formazione e di consapevolezza, e fa rivivere al lettore i sogni di un'intera generazione, che negli anni '70 mise in discussione le certezze borghesi e scoprì altre dimensioni, talvolta illusorie, ma anche profonde e spirituali, della ricerca di sé. Il terzo romanzo di Romina Power è costruito con un'alternanza di flash back visti dalla prospettiva dell'età matura della sua protagonista. Daria oggi ha sessant'anni e guarda indietro con lucidità e ironia, senza mai essere sopraffatta dalla nostalgia; ma guarda anche avanti fino al finale sorprendente, come sa fare solo una donna appagata e serena. In chi legge nasce allora il sospetto che la serenità di Daria sia anche un po' quella dell'autrice.

© Romina Power

 

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